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Martedì, 08 Novembre 2016 08:21

La biotecnologia sotto zero

La biotecnologia sotto zero

In un articolo appena apparso sulla prestigiosa rivista Applied microbiology and biotechnology (A novel synthetic medium and expression system for subzero growth and recombinant protein production in Pseudoalteromonas haloplanktis TAC125), il gruppo di Maria Luisa Tutino presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con Renato Fani del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e con Donatella de Pascale, dell’Istituto di Biochimica delle Proteine del CNR, ha messo a punto le condizioni per consentire ad un batterio isolato in Antartide di duplicarsi efficientemente e di essere utilizzato come fabbrica cellulare a temperature sotto lo zero.

Il risultato è stato raggiunto attraverso un approccio interdisciplinare basato sulla combinazione dello studio della fisiologia e del metabolismo del batterio, anche alla luce di un modello bioinformatico recentemente sviluppato. Questo batterio era già riconosciuto come unico al mondo per la capacità di produrre proteine ricombinanti a basse temperature e ora conquista un primato nel funzionare addirittura a – 2,5°C. L’utilità di questo studio discende dal fatto che in questa fabbrica cellulare sarà possibile produrre proteine di interesse biotecnologico, anche di origine umana e di particolare interesse terapeutico, in forma attiva e solubile.

Accanto ai rilevanti impieghi biotecnologici, questa ricerca apre nuove ed affascinanti prospettive verso la comprensione degli adattamenti molecolari della vita microbica a temperature sotto zero, che è uno degli obiettivi che si stanno ponendo gli scienziati impegnati nelle ricerche polari ed extra-terrestri. Se esiste la vita su Marte bisogna infatti immaginare che ci siano organismi in grado di vivere anche in queste eccezionali condizioni di temperatura. D’altra parte tale tematica risulta centrale tra gli obiettivi che si propone il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide che ha, in parte, sostenuto finanziariamente la ricerca.

Riferimento: Prof. Maria Luisa Tutino - Dipartimento di Scienze Chimiche - Complesso Universitario M. S. Angelo - Napoli. tutino AT unina.it  

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